Carlos Ghosn: chi ha incastrato Roger Rabbit?

Je ne pas possible: possibile che una persona così intelligente come il “salvatore della patria” (leggi: Renault) Carlos Ghosn sia caduto così in basso? Come si può far “sparire” milioni e milioni di yen (o di dollari, se preferite) pensando di farla franca?

Se le accuse venissero confermate, beh… si potrebbe parlare anche di delirio di onnipotenza. Oppure, più semplicemente, di disonestà. Se, al contrario, Ghosn fosse vittima di un attacco mirato da parte di qualche nemico, allora la verità verrà a galla e le “cose” ritorneranno sicuramente tutte al proprio posto. Una cosa è certa: le autorità giapponesi non gli avrebbero messo le manette ai polsi se non fossero in possesso di informazioni (e reati) più che sicure.

Chi è Carlos Ghosn

Per chi non lo sapesse, Carlos Ghosn è il numero uno dell’alleanza Nissan – Renault (che comprende anche Mitsubishi). Si tratta di un grandissimo personaggio nel mondo dell’automobile mondiale; una sorta di Sergio Marchionne francese (anche se di origine libanese). Insomma, una persona che è riuscita ad ottenere un grandissimo potere tanto che, qualche suo “collaboratore”, Tavares, per esempio, in tempi non sospetti (e perché soffocato dallo stesso Ghosn), decise di intraprendere altre strade. E con ottimi risultati, visto che è diventato il “capo” del gruppo PSA (Peugeot, Citroen, DS e da poco anche Opel).

Nominato presidente della Nissan nel 2000, è quello che più di tutti ha voluto la fusione con la francese Renault, che ha consentito alla casa auto nipponica il ritorno alla redditività dopo una lunga crisi, tramite un drastico processo di ristrutturazione e un piano di riforme considerato aggressivo per gli standard aziendali giapponesi. Nel 2016, Nissan acquista la Mitsubishi e Ghosn è diventato il presidente della nuova alleanza, che nella prima parte del 2018 ha superato la Volkswagen per volumi di vendita. Dopo la perquisizione delle ultime ore degli uffici nel quartier generale di Yokohama, la Nissan ha emesso un comunicato in cui ha confermato la propria cooperazione con le autorità finanziare, e ha reso noto che nel corso del prossimo consiglio di amministrazione verrà proposto il licenziamento del top manager.

I fatti.

Carlos Ghosn è stato arrestato dalle autorità giapponesi con l’accusa di violazione della legge finanziaria. Il manager 64enne avrebbe fornito informazioni false sul proprio compenso e sui bilanci aziendali. In pratica, avrebbe magicamente fatto sparire un po’ di denaro appartenente al gruppo. Che, da oltre un anno, lo avrebbe tenuto sott’occhio. La borsa, nel frattempo è andata a picco: dopo il suo arresto, infatti, il gruppo Nissan-Renault-Mitsubishi avrebbe perso fino al 6%.

 

Il Consiglio di amministrazione del Gruppo Renault

Dal canto suo si è riunito il Consiglio di amministrazione del Gruppo Renault predisponendo “misure provvisorie di governance tese a preservare gli interessi del Gruppo e garantire la continuità delle sue attività operative”. Il Consiglio di amministrazione di Renault si è riunito sotto la presidenza di Philippe Lagayette, Lead indipendent director (ndt: portavoce degli amministratori indipendenti), dopo l’apertura della procedura giudiziaria nei confronti di Carlos Ghosn in Giappone. In questa fase, si legge nel comunicato ufficiale, “il Consiglio non è in grado di pronunciarsi sugli elementi di cui apparentemente dispongono Nissan e le autorità giudiziarie giapponesi nei confronti di Carlos Ghosn”.

Carlos Ghosn, temporaneamente impossibilitato, resta Presidente-Direttore generale. Il Consiglio di amministrazione ha nominato a titolo provvisorio Thierry Bolloré, Direttore Generale Delegato. In tale funzione, Thierry Bolloré eserciterà la direzione esecutiva del Gruppo, disponendo così degli stessi poteri di Carlos Ghosn.

Durante questo periodo, il Consiglio si riunirà regolarmente sotto la presidenza del Lead Indipendent Director, per preservare gli interessi di Renault e garantire la perennità dell’Alleanza.

Il Consiglio ha deciso, inoltre, di chiedere a Nissan, appellandosi ai principi di trasparenza, fiducia e rispetto reciproco sanciti dalla Carta dell’Alleanza, di trasmettergli tutte le informazioni in suo possesso provenienti dalle inchieste interne di cui è stato oggetto Carlos Ghosn. Il Consiglio condivide il sostegno espresso dalla direzione di Nissan allo sviluppo dell’Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi, che resta la priorità del Gruppo.

 

 

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